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Quanto consuma una pompa di calore? Dal metano alla bolletta elettrica: il confronto reale

Quanto consuma una pompa di calore: famiglia che valuta i costi in bolletta rispetto al vecchio riscaldamento a gas

“Voglio togliere la caldaia e mettere una pompa di calore. Ma poi quanto spenderò di corrente?”

È una domanda più che legittima. E spesso arriva insieme a un timore molto concreto: eliminare la bolletta del gas per ritrovarsi con una bolletta elettrica ancora più pesante.

Il problema è che metano, GPL, gasolio ed energia elettrica non possono essere confrontati guardando semplicemente i numeri riportati nelle fatture.

Una pompa di calore lavora con una logica diversa da quella di una caldaia. Non si limita a trasformare energia elettrica in calore: utilizza l’energia disponibile nell’ambiente e la trasferisce all’interno dell’edificio.

Per questo, prima di parlare di consumi e risparmio, dobbiamo mettere in relazione tre dati:

  • quanta energia richiede realmente l’edificio;
  • quanto costa oggi produrla con metano, GPL o gasolio;
  • quanta energia elettrica servirà alla pompa di calore per offrire lo stesso comfort.

In questo articolo faremo proprio questo percorso, partendo dai consumi attuali e arrivando a un confronto economico concreto.

Troverai anche un calcolatore che ti permetterà di inserire i tuoi dati e stimare la spesa con il sistema attuale, il costo della pompa di calore senza fotovoltaico e il possibile risparmio nel tempo.

Perché il punto non è sapere genericamente quanto consuma una pompa di calore.

Il punto è capire che cosa può cambiare, nei consumi e nel comfort, nel tuo edificio.

Indice

Quanto consuma davvero una pompa di calore?

Se ti aspettavi una risposta del tipo:

“Una pompa di calore da 8 kW consuma tot kWh all’anno”

devo deluderti.

La risposta corretta è: dipende dal tuo edificio.

Può sembrare una risposta evasiva, invece è il punto da cui parte qualsiasi valutazione seria.

Una pompa di calore non ha un consumo fisso come una lampadina o un elettrodomestico. Il suo consumo dipende principalmente da quanta energia serve all’edificio per mantenere il comfort desiderato.

È questo il dato che fa davvero la differenza.

Lo chiamiamo fabbisogno energetico dell’edificio ed è espresso in kWh termici all’anno.

Anche se il nome può sembrare tecnico, il concetto è molto semplice: rappresenta tutta l’energia necessaria per mantenere la casa calda durante la stagione di riscaldamento.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non è necessario partire da calcoli complessi.

Se oggi riscaldi la tua abitazione con:

  • metano;
  • GPL;
  • gasolio;

possiamo ricavare una stima molto attendibile partendo proprio dai consumi che trovi nelle tue bollette.

Una volta stimato il fabbisogno energetico dell’edificio, il resto del calcolo diventa sorprendentemente semplice.

Per esempio, se un edificio richiede 20.000 kWh termici all’anno e installiamo una pompa di calore con uno SCOP pari a 4, il consumo elettrico sarà di circa:

20.000 kWh ÷ 4 = 5.000 kWh elettrici all’anno

Questo non significa che la pompa di calore trasformi tutta l’energia elettrica in calore.

Al contrario, sfrutta l’energia già presente nell’aria, nell’acqua o nel terreno e utilizza l’elettricità solo per trasferirla all’interno dell’edificio. È proprio questo principio che le permette di ottenere rendimenti molto superiori rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali.

Naturalmente entrano in gioco molti fattori, tra cui:

Ed è per questo che due edifici della stessa superficie possono avere consumi completamente diversi.

Mi capita spesso di vedere ville di 200 m² che consumano meno di abitazioni da 100 m², semplicemente perché sono state progettate e gestite meglio.

La domanda, quindi, non è quanto consuma una pompa di calore. La domanda giusta è: quanto consumerà quella pompa di calore nel tuo edificio?

Perché confrontare kWh elettrici e metri cubi di gas è un errore

È uno degli errori più frequenti quando si valuta una pompa di calore.

Molte persone confrontano direttamente i kWh di energia elettrica con i metri cubi di metano o con i litri di GPL e gasolio, come se fossero la stessa cosa.

In realtà stanno confrontando due grandezze completamente diverse.

Il metano, il GPL e il gasolio sono combustibili.

L’energia elettrica, invece, serve alla pompa di calore per trasferire il calore dall’ambiente esterno all’interno dell’edificio.

Per questo motivo il confronto corretto non è tra due consumi, ma tra quanto costa ottenere lo stesso livello di comfort.

Il vero confronto non è tra una bolletta del gas e una bolletta elettrica.

È capire quanto costa ottenere il comfort che desideri con un sistema progettato correttamente.

Se oggi, per spendere meno, riscaldi solo alcune stanze, abbassi la temperatura o limiti le ore di funzionamento dell'impianto, il confronto corretto non è con la spesa che sostieni oggi, ma con quella necessaria per vivere la casa come vorresti.

È proprio seguendo questo criterio che possiamo confrontare correttamente due sistemi di riscaldamento.

Non ci interessa sapere quale consuma meno in assoluto.

Ci interessa capire quanto costa ottenere il comfort che desideriamo, utilizzando tecnologie diverse.

Per fare questo dobbiamo prima trasformare il combustibile che utilizzi oggi in un dato comune a tutti i sistemi di riscaldamento: l’energia termica realmente richiesta dall’edificio.

Solo a quel punto possiamo stimare quanta energia elettrica consumerà una pompa di calore e confrontare, in modo corretto, i costi di esercizio.

Nel prossimo esempio partiremo proprio da una situazione molto comune: un’abitazione riscaldata a metano.

Vedremo come trasformare i metri cubi consumati ogni anno nel fabbisogno energetico dell’edificio e, da questo, ricavare il consumo elettrico e la spesa annua stimata di una pompa di calore.

Da metano a pompa di calore: esempio pratico di conversione dei consumi

Finora abbiamo visto il principio.

Adesso trasformiamolo in un esempio concreto.

Immaginiamo un’abitazione che oggi utilizza 2.000 m³ di metano all’anno per il riscaldamento.

La prima operazione non consiste nel calcolare il consumo della futura pompa di calore, ma nel capire quanta energia richiede realmente l’edificio.

Possiamo farlo convertendo il metano in energia termica.

2.000 m³ × 10 kWh = 20.000 kWh di energia termica all’anno

Questo valore rappresenta il fabbisogno energetico dell’edificio: la quantità di energia necessaria per mantenere il comfort desiderato durante tutta la stagione di riscaldamento.

Con un costo medio del metano pari a 1,20 €/m³, la spesa annuale è di circa:

2.000 × 1,20 € = 2.400 €

A questo punto immaginiamo di installare una pompa di calore con uno SCOP pari a 4.

Per fornire gli stessi 20.000 kWh di energia termica, il consumo elettrico stimato sarà di circa:

20.000 ÷ 4 = 5.000 kWh di energia elettrica

Considerando, per semplicità, che tutta l’energia venga acquistata dalla rete e un costo medio di 0,35 €/kWh, otteniamo:

5.000 × 0,35 € = 1.750 € all’anno

Il confronto diventa quindi:

  • Metano: circa 2.400 € all’anno
  • Pompa di calore: circa 1.750 € all’anno

Risparmio indicativo: circa 650 € ogni anno.

Questo risultato, però, va interpretato correttamente.

Se oggi, per contenere le spese, riscaldi solo una parte della casa, mantieni temperature più basse o spegni l’impianto per molte ore, il confronto non descrive ancora tutta la realtà.

Una pompa di calore progettata correttamente all’interno del sistema edificio-impianto può infatti permettere di ottenere un livello di comfort superiore mantenendo costi di gestione competitivi.

È proprio per questo che una consulenza tecnica non si limita a stimare il consumo della pompa di calore, ma valuta il comportamento dell’intero edificio e il comfort che desideri ottenere.

La domanda giusta non è "quanto consuma?", ma "quanto spenderò ogni anno?"

A questo punto abbiamo tutti gli elementi per rispondere alla domanda iniziale.

E, probabilmente, hai già capito che chiedere quanto consuma una pompa di calore non basta.

Puoi conoscere con precisione il consumo elettrico di una pompa di calore e, nonostante questo, prendere comunque la decisione sbagliata.

Perché il consumo, da solo, non dice se un investimento è conveniente.

Quello che conta davvero è quanto spenderai ogni anno per riscaldare il tuo edificio e quale livello di comfort otterrai.

È questo il confronto che permette di valutare correttamente un sistema di riscaldamento.

Per questo motivo il calcolatore che trovi di seguito non si limita a stimare il consumo della pompa di calore. Ti aiuta a confrontare il costo del sistema che utilizzi oggi con quello di una pompa di calore, utilizzando gli stessi criteri di confronto.

Naturalmente si tratta di una stima indicativa, utile per orientarsi e capire gli ordini di grandezza.

Una valutazione realmente attendibile richiede di analizzare il sistema edificio-impianto, le caratteristiche dell’abitazione e il livello di comfort che desideri ottenere.

Calcolatore consumi pompa di calore: confronta la tua spesa attuale senza fotovoltaico

Il calcolo considera l’energia elettrica interamente acquistata dalla rete, senza il contributo di un impianto fotovoltaico.

In questo modo puoi valutare prima la convenienza della pompa di calore da sola; più avanti vedremo quanto il fotovoltaico può ridurre ulteriormente la spesa.

Inserisci l’energia annua necessaria al tuo edificio, il COP stagionale stimato della pompa di calore e il costo dell’energia elettrica. Il calcolatore confronterà il risultato con una spesa equivalente per metano, GPL o gasolio.

Dal calcolo alla decisione

Il calcolatore ti ha mostrato una prima stima dei consumi e del possibile risparmio.

Il passaggio decisivo è sapere in anticipo quali risultati può offrire un sistema energetico costruito sulle caratteristiche reali del tuo edificio.

Nella consulenza confronto le diverse possibilità e ne valuto preventivamente i risultati indicativi: consumi, costi di gestione, integrazione con il fotovoltaico, incentivi e ritorno economico dell’investimento.

In questo modo la scelta dell’impianto non parte da un prodotto o da un preventivo, ma da una strategia già verificata nei suoi effetti principali.

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Quanto costa riscaldarsi con una pompa di calore senza fotovoltaico?

Una delle domande che ricevo più spesso durante le consulenze è questa:

“Se non installo il fotovoltaico, la pompa di calore conviene comunque?”

La risposta è: molto spesso sì.

Naturalmente dipende dalle caratteristiche del sistema edificio-impianto, dal livello di isolamento, dalla regolazione e da come viene progettato l’intervento. Ma pensare che una pompa di calore funzioni solo insieme al fotovoltaico è un’idea sbagliata.

L’esempio che abbiamo visto nel capitolo precedente lo dimostra chiaramente.

Anche acquistando tutta l’energia elettrica dalla rete, una pompa di calore ben progettata può già ridurre i costi di riscaldamento rispetto a metano, GPL o gasolio.

Il fotovoltaico non cambia il principio di funzionamento della pompa di calore.

Riduce semplicemente una parte dell’energia elettrica acquistata dalla rete, migliorando ulteriormente i costi di gestione.

Per questo motivo, quando progetto un impianto, preferisco sempre verificare prima che la pompa di calore sia già conveniente con la sola energia acquistata dalla rete.

Se il sistema funziona bene in questa situazione, il fotovoltaico diventa un valore aggiunto e non un elemento indispensabile per rendere sostenibile l’investimento.

È un approccio molto diverso da quello che parte dal fotovoltaico per compensare consumi elevati.

Io preferisco partire da un sistema edificio-impianto progettato correttamente e utilizzare il fotovoltaico per migliorarne ulteriormente le prestazioni economiche.

DA NON SOTTOVALUTARE

Prima il sistema, poi il fotovoltaico

Molti partono dal fotovoltaico e solo dopo cercano di capire quale pompa di calore installare.

Il percorso corretto è l’opposto: prima si definisce un sistema edificio-impianto efficiente, capace di funzionare bene anche acquistando tutta l’energia elettrica dalla rete.

Solo dopo si dimensiona il fotovoltaico, valutando quanta energia può essere utilizzata direttamente, accumulata o ceduta alla rete.

Il fotovoltaico non deve compensare un impianto che consuma troppo: deve aumentare il vantaggio di un sistema già progettato correttamente.

Pompa di calore con fotovoltaico: quanto si risparmia davvero?

Se una pompa di calore è già conveniente acquistando tutta l’energia elettrica dalla rete, l’integrazione con un impianto fotovoltaico può ridurre ulteriormente i costi di esercizio.

Attenzione, però.

Il risparmio non dipende dalla potenza del fotovoltaico, ma da quanta energia riesci ad autoconsumare.

L’energia prodotta nelle ore di sole e utilizzata direttamente dalla pompa di calore è quella che genera il maggiore beneficio economico.

Naturalmente il risultato dipende da molti fattori: dimensione dell’impianto fotovoltaico, abitudini della famiglia, presenza di un sistema di accumulo e modalità di gestione dell’intero sistema edificio-impianto.

Per questo motivo non esiste una percentuale di risparmio valida per tutti.

In alcune abitazioni il fotovoltaico riduce sensibilmente i costi di riscaldamento; in altre il beneficio è più contenuto.

L’obiettivo non è installare il fotovoltaico più grande possibile, ma trovare il giusto equilibrio tra consumi, produzione e investimento.

Quando il sistema edificio-impianto è progettato correttamente, ogni chilowattora autoprodotto aumenta ulteriormente la convenienza della pompa di calore e riduce la dipendenza dall’energia acquistata dalla rete.

Pompa di calore al posto di GPL o gasolio: dove il risparmio diventa maggiore

Se il confronto con il metano è spesso favorevole, con GPL e gasolio il vantaggio economico può diventare ancora più evidente.

Il motivo è semplice.

A parità di energia prodotta, GPL e gasolio hanno generalmente un costo superiore rispetto al metano. Di conseguenza, sostituirli con una pompa di calore ben progettata può ridurre sensibilmente le spese di riscaldamento.

È una situazione che incontro frequentemente nelle abitazioni isolate, nelle ville e negli edifici non raggiunti dalla rete del metano.

Naturalmente non basta conoscere il combustibile utilizzato oggi per sapere quanto si risparmierà.

Anche in questo caso il risultato dipende dal sistema edificio-impianto, dal livello di isolamento, dalla temperatura di mandata e dal comfort che si desidera ottenere.

Proprio per questo motivo il calcolatore che trovi in questo articolo permette di scegliere se oggi utilizzi metano, GPL o gasolio, così da ottenere una stima più realistica del costo di esercizio con una pompa di calore.

In molti casi, soprattutto dove oggi si utilizza GPL o gasolio, il tempo di ritorno dell’investimento può ridursi sensibilmente.

Perché due pompe di calore uguali possono avere consumi completamente diversi

Due vicini installano la stessa pompa di calore.

Uno, dopo il primo inverno, è entusiasta.

L’altro dice che consuma troppo.

Com’è possibile, se la macchina è identica?

Perché la pompa di calore non lavora mai da sola.

Fa parte di un sistema edificio-impianto, ed è proprio l’equilibrio tra tutti i suoi componenti a determinare i consumi reali.

Entrano in gioco molti fattori:

  • isolamento dell’edificio;
  • temperatura di mandata;
  • radiatori, ventilconvettori o pavimento radiante;
  • regolazione dell’impianto;
  • modalità di utilizzo;
  • qualità della progettazione.

Cambiare anche uno solo di questi elementi può modificare sensibilmente il risultato finale.

Ecco perché confrontare i consumi con quelli di un vicino, di un parente o di un collega serve a ben poco.

Le esperienze degli altri possono essere interessanti, ma non prevedono il comportamento della tua pompa di calore.

La domanda corretta non è:

“Quanto consuma quella pompa di calore?”

La domanda è:

“Come lavorerà quella pompa di calore nel mio sistema edificio-impianto?”

È proprio qui che una consulenza indipendente fa la differenza.

Non si limita a scegliere una macchina.

Progetta un sistema capace di offrire il comfort desiderato con i minori costi di gestione possibili.

Gli errori che fanno consumare troppo una pompa di calore

Quando una pompa di calore consuma più del previsto, spesso il problema non è la tecnologia.

Una pompa di calore moderna può essere estremamente efficiente, ma solo se viene inserita in un sistema progettato correttamente.

Gli errori più frequenti che possono aumentare i consumi sono:

  • dimensionamento sbagliato della macchina, troppo grande o troppo piccola rispetto al reale fabbisogno dell’edificio;
  • temperature di mandata troppo elevate, che costringono la pompa di calore a lavorare con rendimenti più bassi;
  • regolazioni non corrette, con continue accensioni e spegnimenti invece di un funzionamento stabile;
  • componenti dell’impianto non coordinati tra loro, che riducono l’efficienza complessiva del sistema.

La differenza tra un impianto efficiente e uno che consuma troppo raramente dipende da un solo componente.

È il risultato dell’equilibrio tra generatore, distribuzione, regolazione e caratteristiche dell’edificio.

Per questo il confronto non dovrebbe essere solo:

“Qual è la migliore pompa di calore?”

ma:

“Qual è il sistema più adatto al mio edificio?”

Il vero risparmio nasce dalla scelta del sistema giusto per il tuo edificio

Dopo tutti questi esempi, dovrebbe essere chiaro un concetto.

Una pompa di calore non fa risparmiare perché è una pompa di calore.

Fa risparmiare quando entra a far parte del sistema edificio-impianto più adatto a quell’abitazione e a chi la vive.

Negli ultimi anni mi è capitato più volte, soprattutto in Lombardia, di analizzare edifici dove il problema non era scegliere una macchina più potente, ma capire come ottenere il miglior equilibrio tra comfort, consumi e costi di gestione.

Ricordo, ad esempio, una consulenza in provincia di Bergamo.

Per limitare la spesa del metano, i proprietari riscaldavano soltanto una parte della casa. Confrontare quella bolletta con il consumo di una futura pompa di calore avrebbe portato a una conclusione sbagliata.

La domanda corretta era un’altra.

Quanto costerebbe vivere tutta la casa con il comfort desiderato?

Solo partendo da questa domanda è possibile valutare se una pompa di calore rappresenta davvero la scelta migliore e come integrarla nel sistema edificio-impianto.

È questo il motivo per cui diffido delle soluzioni standard, delle macchine “giuste per tutti” e dei confronti fatti copiando i consumi di altri edifici.

Ogni casa ha una storia diversa.

Ogni famiglia vive il comfort in modo diverso.

Ogni investimento merita di essere valutato considerando l’intero sistema, non un singolo componente.

Il calcolatore che hai utilizzato è un ottimo punto di partenza.

Ma una decisione importante non dovrebbe mai nascere dal confronto tra due macchine. Dovrebbe nascere dalla comprensione di come funzionerà il tuo sistema edificio-impianto negli anni, dei risultati che potrà offrirti e dei costi che dovrai sostenere per ottenerli.

FAQ sui consumi della pompa di calore: le risposte ai dubbi più comuni

Quanto consuma una pompa di calore al mese?

Il consumo mensile di una pompa di calore dipende dal fabbisogno energetico dell’edificio, dalla temperatura esterna e dall’efficienza dell’impianto.

Non esiste un consumo valido per tutti: una piccola abitazione efficiente avrà valori molto diversi rispetto a una villa, un agriturismo o una struttura con maggiori richieste energetiche.

Il dato più importante è valutare il consumo sull’intera stagione di riscaldamento.


Quanti kWh consuma una pompa di calore in un anno?

Il consumo annuale si calcola partendo dall’energia richiesta dall’edificio e dividendola per il rendimento stagionale della pompa di calore (SCOP).

Per esempio, un edificio che necessita di 20.000 kWh termici all’anno con una pompa di calore con SCOP 4 consumerà circa:

20.000 ÷ 4 = 5.000 kWh elettrici all’anno.


Quanto aumenta la bolletta elettrica con una pompa di calore?

Installando una pompa di calore la bolletta elettrica aumenterà perché il riscaldamento viene spostato dal combustibile all’energia elettrica.

Questo però non significa aggiungere semplicemente un nuovo costo.

La vecchia spesa per metano, GPL o gasolio viene eliminata o fortemente ridotta: il confronto corretto deve essere fatto sul costo energetico complessivo dell’edificio.


Conviene mettere una pompa di calore senza fotovoltaico?

Sì, una pompa di calore può essere conveniente anche senza un impianto fotovoltaico.

Il primo confronto deve sempre essere fatto nella situazione più prudente: considerando tutta l’energia elettrica acquistata dalla rete.

Se il sistema è progettato correttamente, la pompa di calore può già ridurre i costi rispetto ai combustibili tradizionali.

Il fotovoltaico rappresenta un miglioramento successivo che può aumentare ulteriormente il risparmio.


Quanto si risparmia con pompa di calore e fotovoltaico?

Il risparmio dipende dalla produzione dell’impianto fotovoltaico, dalla zona geografica, dall’autoconsumo e dalla gestione dell’energia.

Una corretta integrazione tra pompa di calore e fotovoltaico può ridurre in modo molto importante il costo energetico dell’edificio.

Il risultato però deve essere valutato sul singolo caso, considerando sia l’energia utilizzata direttamente sia quella ceduta alla rete.


Conviene sostituire il metano con una pompa di calore?

In molti casi sì, soprattutto se il sistema viene valutato correttamente.

Il risparmio dipende dal consumo attuale dell’edificio, dal rendimento stagionale della pompa di calore, dal prezzo dell’energia elettrica e dall’eventuale integrazione con il fotovoltaico.


Conviene passare da GPL o gasolio alla pompa di calore?

Gli edifici riscaldati con GPL o gasolio sono spesso quelli dove il passaggio a una pompa di calore può essere più interessante.

Ville, agriturismi, strutture ricettive e attività non raggiunte dalla rete metano hanno spesso costi energetici elevati e possono ottenere importanti riduzioni della spesa.


Perché una pompa di calore può consumare troppo?

Una pompa di calore può avere consumi superiori alle aspettative quando non lavora nelle condizioni corrette.

Le cause più frequenti sono temperature di mandata troppo elevate, regolazioni errate, dimensionamento non corretto o componenti dell’impianto non coordinati tra loro.


È meglio una pompa di calore più potente per consumare meno?

No. Una pompa di calore più potente non significa automaticamente maggiore efficienza.

Una macchina sovradimensionata può lavorare male, avere più accensioni e spegnimenti e ridurre il rendimento reale dell’impianto.

La scelta deve partire dal fabbisogno dell’edificio, non solo dalla potenza della macchina.

Hai una decisione energetica da prendere? Facciamo chiarezza prima di scegliere.

Un impianto da progettare, un preventivo da valutare o consumi che non tornano? Parto dalla situazione reale, dai dati e dai tuoi obiettivi per capire cosa ha senso fare, cosa eviterei e quali alternative vale la pena considerare. Puoi essere un privato, un’impresa, un progettista o un tecnico: una breve telefonata gratuita di 15 minuti può essere il primo passo per capire se posso esserti utile.

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