Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo: operativo il nuovo decreto

Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo operativo il nuovo decreto

Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo: operativo il nuovo decreto

Finalmente operativo il decreto che disciplina il contributo a fondo perduto fino al 40% e la tariffa incentivante per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e l’autoconsumo diffuso. Si tratta di una svolta epocale per la transizione energetica italiana, che apre la strada a un modello energetico più sostenibile, partecipativo e resiliente.

Indice

Incentivi per la nascita di 5 GW di impianti

Il Decreto, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il Decreto CER il 23 gennaio 2024, mira a stimolare la creazione di 5 GW di impianti di produzione di energia rinnovabile al 2027. Un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, grazie a due strumenti concreti:

1. Contributo a fondo perduto:

  • Fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR, per le comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i 5.000 abitanti.
  • La quota varia in base alla taglia di potenza: da 1.500 euro/kW a 1.050 euro/kW.
  • Un esempio concreto: una comunità di cittadini che installa un impianto fotovoltaico da 20 kW in un comune sotto i 5.000 abitanti può ricevere un contributo a fondo perduto di 24.000 euro.

2. Tariffa incentivante:

  • Sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa, riconosciuta dal GSE per 20 anni.
  • La tariffa varia tra 60 euro/MWh e 120 euro/MWh, con una maggiorazione fino a 10 euro/MWh per gli impianti fotovoltaici in determinate aree geografiche.
  • Un esempio pratico: una CER che produce 100 MWh di energia all’anno e la condivide tra i suoi membri può ricevere un incentivo di 7.200 euro all’anno.

Cos'è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono aggregatori di soggetti, quali cittadini, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali e autorità locali, incluse le amministrazioni comunali, le cooperative, gli enti di ricerca, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale, che si associano per condividere l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti di proprietà di uno o più membri.

All’interno di una CER, l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (FER), come impianti fotovoltaici o eolici, viene condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, localizzati all’interno di uno stesso perimetro geografico. La rete elettrica nazionale funge da infrastruttura per lo scambio virtuale di tale energia.

Tipologie di impianti ammissibili

Le CER possono includere una varietà di impianti di produzione da FER, non solo fotovoltaici. Tra le tipologie ammissibili si annoverano:

  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti idroelettrici
  • Impianti eolici
  • Impianti a biogas
  • Impianti a biomasse solide

Requisiti per gli impianti

Per accedere agli incentivi previsti per le CER, gli impianti di produzione da FER devono:

  • Possedere una potenza non superiore a 1 MW
  • Essere di nuova costruzione o, se già realizzati, essere entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 2021 (data di entrata in vigore del D.lgs. 199/2021)
  • Non beneficiare di altri incentivi sulla produzione di energia elettrica


Inoltre, gli impianti devono essere ubicati all’interno del perimetro geografico definito dalla CER.

I benefici per cittadini, imprese e territori

Le CER e l’autoconsumo diffuso offrono una molteplicità di vantaggi:

Riduzione dei costi energetici: condivisione dell’energia prodotta localmente, con un abbassamento delle bollette per famiglie e imprese.

Maggiore indipendenza energetica: aumento dell’autosufficienza energetica a livello locale, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e dai grandi player energetici.

Sostenibilità ambientale: riduzione delle emissioni di CO2 e lotta contro il cambiamento climatico.

Sviluppo locale: creazione di nuove opportunità economiche e di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili.

Coesione sociale: rafforzamento del senso di comunità e partecipazione attiva dei cittadini alla gestione energetica del territorio.

Le prossime tappe per la messa a terra del decreto

Entro i prossimi 30 giorni saranno definite le regole operative per il riconoscimento degli incentivi, con la precisazione di dettagli tecnici e procedurali. Il GSE metterà a disposizione i portali per la presentazione delle richieste entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.

Un'occasione da cogliere per cittadini, enti locali e imprese

L’entrata in vigore del decreto rappresenta un’occasione imperdibile per tutti gli attori coinvolti:


Cittadini: possono unirsi in CER per autoprodurre e consumare energia pulita, risparmiando denaro e contribuendo alla tutela dell’ambiente.

Enti locali: possono assumere un ruolo di facilitatori e promotori delle CER sul proprio territorio, favorendo lo sviluppo sostenibile e l’inclusione energetica.

Imprese: possono cogliere l’opportunità di investire nelle CER come partner tecnologici o fornitori di servizi, contribuendo alla crescita del mercato delle rinnovabili.

Verso un futuro energetico più democratico e sostenibile

Le CER e l’autoconsumo diffuso rappresentano un modello energetico innovativo che inverte la rotta, spostando il potere dalle grandi centrali ai cittadini e alle comunità locali. Il decreto del MASE è un passo fondamentale.

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