Polifosfati nell’acqua sanitaria: ma siamo seri?
Oggi mi chiedo una cosa semplice:
se l’acqua che arriva nelle nostre case è potabile per legge, perché dobbiamo aggiungerci dei polifosfati?
In Italia nessuna norma impone di usare polifosfati.
La UNI 8065:2019 chiede di proteggere gli impianti da calcare e corrosione — ma precisa anche che aggiungere polifosfati all’acqua sanitaria o ai circuiti termici non garantisce alcuna protezione duratura.
Anzi, il calore ne provoca la decomposizione, con possibili fenomeni corrosivi “sotto deposito”.
Nonostante questo, molti installatori continuano a infilare sotto le caldaiette un dosatore chimico, per abitudine o per evitare di ripensare l’impianto.
Così finiamo per “condire” l’acqua sanitaria con gli stessi additivi che nell’alimentazione cerchiamo di evitare.
E qui nasce il paradosso:
l’acqua dei nostri acquedotti è controllata, sicura, potabile.
È lo schema impiantistico a non essere all’altezza, non l’acqua.
Piuttosto che aggiungere chimica per proteggere una caldaietta, dovremmo progettare sistemi più igienici, con materiali migliori e senza additivi.
In fondo, se cerchiamo alimenti “senza fosfati”,
perché dovremmo accettarli proprio nell’acqua con cui ci laviamo o cuciniamo?
